Angolo Libero 17/07/2016 – L’Intervista

LA RICETTA DEL SUCCESSO? JAZZ, VINO E CREATIVITÀ
NICOLA PICA, ECLETTICO ARTISTA PONTESE, SI RACCONTA ALLE PAGINE DI PONTE LIVE.
di Orazio Casbarra

Ci accoglie nel suo studio, con il suo fare semplice, con lo sguardo pieno di passione, di eterno ragazzo, che solo gli artisti hanno, il nuovo protagonista della pittura sannita Nicola Pica. Fin da piccolo dimostra grande interesse per l’arte, passando dalla pittura alla scultura fino a giungere all’affresco.
Vicissitudini personali spingono il giovane Nicola ad abbandonare la pittura. Inizia, così, un percorso imprenditoriale legato al mondo delle fornitura sceniche, collabora con diversi scenografi sia teatrali che cinematografici, ottenendo un discreto successo personale. Ma qualcosa si fa sentire, una vecchia passione, mai sopita, riemerge con vigore: è l’arte, il cui fuoco sacro improvvisamente riarde.
Nicola come è iniziato il successo della tua carriera pittorica?
“Un paio di anni fa lessi un bando online che si rivolgeva a nuovi artisti. Decisi di parteciparvi, inviai le foto di alcuni miei quadri e fui ammesso al concorso. Ebbi quindi la possibilità di dare visibilità alle mie opere, grazie ad una pagina online a me dedicata sul sito del concorso. Da lì iniziarono a contattarmi alcune gallerie d’arte e da allora è iniziato un successo inatteso ed esponenziale, a cui ha contribuito anche il riconoscimento di importanti critici d’arte e che sta trasformando la mia passione in un impegno a tempo pieno”.
Come nascono le tue opere?
“Mi ritiro nel mio studio, metto su un po’ di musica jazz, mi isolo in questo modo dal mondo circostante e sprofondo nel mio di mondo, perdendo ogni riferimento temporale, lasciando fluire sulla tela le mie emozioni, i miei pensieri, ed è questo credo che sia l’essenziale nell’arte. Penso, che a prescindere dalla tecnica, l’arte debba dire qualcosa, avere un messaggio, anzi per me l’arte è proprio questo: un pensiero che si materializza sulla tela”.
Quali sono i tuoi riferimenti nel mondo dell’arte?
“L’impressionismo è sicuramente il mio punto di riferimento. Oserei dire che la mia arte ne è una reinterpretazione in chiave moderna. Non manca però una componente espressionista. Amo il colore dato in purezza e con decisione, anche grazie all’uso della spatola. Mi piace spaziare dall’olio, all’acquerello, all’acrilico, che resta la mia tecnica preferita e da ultimo, ma non per importanza, la wine art”.
In effetti, la wine art è una delle tue “invenzioni” più riuscite. Come nasce?
“Sono innanzitutto un grande appassionato di vino, sono infatti sommelier. Poi quello di dipingere col vino è una tecnica già conosciuta. Ogni anno a Torgiano, in Umbria, si tiene la manifestazione dei Vinarelli, in cui si realizzano delle opere su carta con il vino. La sfida è stata quella di passare dalla carta alla tela. La soluzione? Usare colla di farina nella preparazione del fondo. Per quanto riguarda le variazioni tonali uso vino di varie annate, una sorta di assaggio verticale, che vanno dai toni chiari del vino giovane fino ai medi del vino più vecchio, per giungere alle tonalità più scure ottenute con delle riduzioni. La particolarità di questa arte è che, come in bottiglia, così anche sulla tela, il vino invecchia e cambia tonalità.”
Dopo svariati riconoscimenti, che vanno dal premio internazionale di arte contemporanea di Salerno, di Assisi, di Londra, alla Biennale di Ferrara, al premio La Signora delle Stelle (dedicato a Margherita Hack), non resta che chiederti dei tuoi prossimi impegni.
“Attualmente sono impegnato con la manifestazione Spoleto Arte e BeneBiennale a Benevento. Ci sarà a breve una esposizione a Monte Carlo e ad agosto, in occasione delle olimpiadi di Rio, saranno video esposte 20 mie opere.”

Tele 50*70 acrilico

Nicola con alcuni “Amici”

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