Grandangolo 17/07/2016

di Luca Leone

LIBRO di Romain Gary – La vita davanti a sé

“All’inizio non sapevo che Madame Rosa si occupava di me soltanto per riscuotere un vaglia alla fine del mese. Quando sono venuto a saperlo avevo già sei o sette anni e per me è stato un colpo sapere che ero a pagamento. Credevo che Madame Rosa mi volesse bene gratis e che ci fosse qualcosa tra noi due. Ci ho pianto su per una notte intera ed è stato il mio primo grande dolore.
Madame Rosa si è accorta che ero triste e mi ha spiegato che la famiglia non significa niente e che ci sono perfino di quelli che vanno in vacanza abbandonando il loro cane legato a un albero o sotto un ponte e che ogni anno ci sono tremila cani che muoiono così senza l’affetto dei loro cari.”

“Lei aveva un sorriso che era fatto su misura per me.”

Si può vivere senza amore? Se lo chiede in continuazione Momò, piccolo grande uomo di quattordici anni, che è la voce narrante di questo libro.
Figlio di una prostituta e affidato a Madame Rosa, un’anziana ebrea reduce da Auschwitz ed ex prostituta a sua volta, Momò racconta la sua vita e i suoi incontri con un linguaggio ipnotico che non lascia scampo. I luoghi vengono descritti con tale abilità che l’odore del degrado, nel quale la storia si compie, sembra di sentirlo davvero. Ma è un degrado carico di umanità. Il degrado di personaggi che ti si aggrappano addosso urlando la loro necessità di amare e di essere amati, senza per questo mai perdere la propria dignità.
Tutto scorre in maniera agile in questo racconto, solo il tempo non ha fretta… perché, come dice Momò, il tempo viene lentamente dal deserto con le sue carovane di cammelli e trasporta l’eternità.
Un libro che ti avvolge e ti porta con sé, lungo scale e scantinati che diventano rifugi dal mondo e dagli intrusi.
Poi arrivi all’ultima pagina, la volti e rimani lì, senza ben capire se ti va di piangere o di sorridere.

CD di Sigur Rós – Ágætis byrjun

Quando la musica diventa arte. Quando la musica si spoglia del superfluo e diventa suggestione pura.
Capolavoro indimenticabile di una band unica, al limite dell’umano, giunta nel mondo dalla dimensione dell’irreale.
Se musica c’era durante il concepimento dell’universo, è da loro che è stata orchestrata. Sigur Rós.

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